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E’ un canto della Tradizione Vaishnava ispirato allo Yoga della Bhakti, scritto dal grande Saggio Govinda dasa Kaviraja, vissuto nel 1600 circa.
Il testo invita a distaccarsi dalle apparenze e a non lasciarsi condizionare dai capricci della mente, con la consapevolezza che a questo monto tutto è effimero, sia gioie che dolori. Sviluppare perciò un’attitudine alla bellezza e al divino appare l’unico modo per accettare la temporaneità della vita, che è “come una goccia d’acqua posata su un petalo di loto”.
Bellissime le parole e bellissima la melodia.
Caterina Carloni