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Segnalo un interessante testo di psicosomatica intitolato LE CHIAVI DELLA MALATTIA, scritto da J. Grau e pubblicato in italiano nel 2020.
Come recita la presentazione: “Questo libro è un trattato scientifico della terapia – l’anateoresi – che viene già praticata in due continenti e si va sempre più diffondendo, e forse è l’apporto più rivoluzionario nell’attuale ricerca di un nuovo modo d’intendere la medicina. Nelle sue pagine, l’Autore non espone solamente tesi teoriche, ma anche decine di esperienze di cura con persone sia sane che malate. Il lettore si può rendere così conto di come le ragioni della malattia e del disagio abbiano spesso radici profonde e forse insospettate; ma anche che è possibile guarirne con una rivisitazione degli stadi prenatali e infantili: questo libro, infatti, è un nuovo modello della topografia della coscienza.”
Tratto da una recensione: “Dopo oltre trent’anni di ricerca, con risultati terapeutici che in molti casi vanno oltre il credibile, l’autore espone, per la prima volta in tutte le sue sfumature, una terapia che spiega e fa ordine in una certa confusione che regna ai giorni nostri sugli stati regressivi, comprese le cosiddette vite precedenti. Questo libro è un trattato scientifico della terapia che si pratica già in due continenti e si va sempre più diffondendo. Nelle sue pagine, l’autore raccoglie anche decine di interessanti sedute anateoretiche di persone sia sane che ammalate, in cui anche il lettore si vedrà più o meno rappresentato. Joaquín Grau espone, infatti, le autentiche esperienze – gioie e sofferenze – che ogni embrione e feto sperimenta, come pure quel “morire alla vita” che è la nascita, insieme alle particolarità della nostra percezione durante l’infanzia. Il lettore, insomma, si rende soprattutto conto che le ragioni della malattia e del disagio hanno spesso radici profonde e forse insospettate; ma anche che è possibile guarirne con una rivisitazione degli stadi prenatali e infantili: questo libro, infatti, è un nuovo modello della topografia della coscienza; e forse è l’apporto più rivoluzionario nell’attuale ricerca di un nuovo modo d’intendere la medicina.”
Notevole è il capitolo dedicato al mito del minotauro, allegoria delle dinamiche e dei contenuti della nostra parte “ombra” (come direbbe Jung) che dobbiamo imparare a liberare dal suo labirinto inconscio perché non ci chieda in riscatto i nostri sogni e le nostre aspirazioni.
Il libro è ben strutturato e lascia trasparire la passione del suo autore verso la materia, il quale, a più di dieci anni dalla sua scomparsa, continua, attraverso un linguaggio originale ed evocativo (“La malattia siamo noi, dobbiamo capirlo se vogliamo imparare a vivere con gioia e pienezza vitale”), a inviarci messaggi di speranza nel futuro della scienza medica.
Ben vengano le ricerche volte a trovare un nuovo modo di interpretare la salute e il disagio fisico.
C. Carloni, psicologa e psicoterapeuta