• Ven. Giu 14th, 2024

VEDAM

A cura di Caterina Carloni, psicoterapeuta

BLOG DI MEDICINA PSICOSOMATICA & PSICOLOGIA OLISTICA - Impariamo a leggere i sintomi fisici come linguaggio dell'anima e ad utilizzarli in chiave conoscitiva, positiva ed evolutiva

Una medicina chiamata FANTASIA

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“Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali vidi un magnifico disegno: rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale. Sotto c’era scritto: “I boa ingoiano la loro preda tutta intera, senza masticarla. Dopo di che non riescono più a muoversi e dormono durante i sei mesi che la digestione richiede”. Meditai a lungo sulle avventure della jungla, e, a mia volta, riuscii a tracciare il mio primo disegno. Poi mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando se il disegno li spaventava, ma tutti mi risposero: “Spaventare? Perché mai uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?”. Ma il mio disegno non era quello di un cappello. Era il disegno di un boa che digeriva un elefante. Fu così che a sei anni io rinunciai a quella che avrebbe potuto essere la mia gloriosa carriera di pittore. Scelsi un’altra professione e imparai a pilotare gli aeroplani. Nel tempo, ho incontrato molte persone importanti e ho vissuto a lungo in mezzo ai grandi. Li ho conosciuti intimamente, li ho osservati proprio da vicino. Ma l’opinione che avevo di loro non è molto migliorata. Quando ne incontravo uno che mi sembrava di mente aperta, tentavo l’esperimento del mio primo disegno, che ho sempre conservato. Cercavo di capire così se era veramente una persona comprensiva. Ma, chiunque fosse, uomo o donna, mi rispondeva: “E’ un cappello”. E allora non parlavo di boa, di foreste primitive, di stelle. Mi abbassavo al suo livello. Gli parlavo di bridge, di golf, di politica, di cravatte. E lui era tutto soddisfatto di aver incontrato un uomo tanto sensibile.” Così comincia il famoso racconto di Antoine de Saint-Exupery “Il piccolo Principe” (1943), un vero e proprio inno alla purezza dei sentimenti e alla poesia della vita.

Una delle potenzialità delle nostra mente che tendiamo a mettere da parte con l’età adulta è la fantasia.

Da piccoli stavamo ore ed ore ad immaginare mondi fatati, maghi, streghe, draghi e principesse da salvare, ma poi abbiamo smesso di farlo perché non ci sembrava abbastanza serio per una persona adulta.

Non ci rendiamo conto che l’immaginazione è una tra le armi più potenti a nostra disposizione per vivificare le nostre capacità mentali e per scoprire le nostre potenzialità. Ecco alcuni esercizi che potrebbero aiutarci.

ESERCIZI PER RISVEGLIARE L’IMMAGINAZIONE

  1. Prova ad inventare una storia a partire da cinque parole prese a caso da un dizionario, per esempio: montagna, girasole, specchio, fontana e interessi. Ricorda di abbinare ad ogni parola un’immagine mentre stai elaborando il tuo racconto e alla fine scrivilo di getto, senza pensarci troppo.
  2. Ragiona in modo alternativo. Per esercitare la capacità di andare oltre il razionale, bisogna allenare il nostro pensiero laterale, immaginare strade nuove e percorsi alternativi su cui far viaggiare i nostri neuroni. Uno degli esercizi più utili è provare ad immaginare tutti i possibili usi, anche i più improbabili, di un oggetto comune, come una molletta, un bicchiere, una sveglia. Pensa a come potresti usarli per uno scopo completamente diverso da quello solito.
  3. Cambia nome, abito e aspetto. Il nome è una parte fondamentale della nostra identità. In alcune società tradizionali, il nome personale è talmente importante che viene tenuto segreto per paura che qualcuno, conoscendolo, si impossessi dell’anima di chi lo porta. Cambiare nome ci aiuta ad uscire dalla nostra storia, dall’identità che ci è stata imposta e a rapportarci in modo nuovo con tutto ciò che ci circonda. Per espandere la tua creatività, puoi provare a sostituire il tuo nome con un altro che senti affine a te o ti incuriosisce, e tenerlo segreto. Oppure puoi provare ad anagrammare il tuo nome e cognome e vedere cosa ne esce. Attorno a questo nuovo nome prova a costruire con l’immaginazione una storia alternativa, un personaggio, un altro te stesso.
  4. Scrivi la tua storia della tua vita come se fosse una fiaba. Dai significati magici agli eventi di cui sei protagonista e, se a metà dell’opera ti accorgi di stare inventando tutto di sana pianta, non preoccuparti. Vuol dire che sei sulla buona strada. Non aver paura nemmeno di essere “scorretto” nei confronti di qualche personaggio della tua vita, dandogli ad esempio il ruolo della vecchia strega o del re spaccone. Inventa a piene mani. Ne trarrai la sensazione di star espandendo la tua vitalità e apporterai più equilibrio e stabilità alla tua sfera emotiva.

(Un ringraziamento a Riza.it per i suggerimenti contenuti nell’articolo “Il cervello felice è il segreto della salute”, febbraio 2023)

Caterina Carloni

Di Cateca

Caterina Carloni, psicologa e psicoterapeuta