• Dom. Ott 2nd, 2022

VEDAM

IL POTERE DELLE PAROLE

Extraterrestre, portami via

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“Esistono due possibilità: o siamo soli nell’universo o non lo siamo. Entrambe sono ugualmente terrificanti”

(Arthur Charles Clarke, autore di “2001: Odissea nello spazio”)

Dai primi avvvistamenti del 1947 negli Stati Uniti fino a quelli di pochi giorni fa in Campania e Sicilia, passando per l’incidente di Roswell del 1948, l’avvistamento di Lubbock del 1951 (considerato il primo avvistamento di massa) e il carosello di Washington del 1952,  l’interesse verso il cosmo e i suoi abitanti è da sempre oggetto di congetture, ipotesi e … speranze.

E’ significativo come tutti i grandi scienziati contemporanei siano d’accordo nel ritenere più che probabile la presenza di vita nell’Universo.

Nei Veda, i testi sacri dell’India antica, i viaggi interplanetari, in epoche cosmiche antecedenti alla nostra, erano frequenti e comuni. Si narra dell’uccello Garuda, il maestoso animale alato che trasportava il dio Vishnu in visita nei pianeti celesti.

Nella letteratura Vedica indiana ci sono parecchie descrizioni di macchine volanti generalmente chiamati Vimana.

Questi oggetti ricadono in due categorie : (1) navi fatte dall’uomo che richiamano alla mente aeroplani e volano grazie ad ali a forma di volatile , e (2) strutture senza una chiara forma che volano in maniera misteriosa e non sono generalmente fatti dall’uomo. Le macchine della prima categoria sono descritte nei medioevali, secolari scritti sanscriti che riferiscono le architetture, le automazioni, i motori di attacco militare ed altre strutture meccaniche .
Quelle della seconda categoria sono descritte in antichi testi come il Rg Veda, il Mahabarata, il Ramayama ed i Purana ; esse hanno molte caratteristiche che richiamano gli UFO.



“Un tempo ,mentre il Re Citaketu stava viaggiando nello spazio esterno sul suo brillante ed effulgente vascello datogli dal Dio Vishnu , vide il Dio Siva………”

“I dardi lanciati dal Dio Siva apparivano come fieri lampi emanati dal globo solare e colpirono i tre vascelli residenziali che si sarebbero potuti vedere ancora per poco.”

(Srimad Bhagavatam, Settimo Canto, Parte III)

In qualunque parte dell’Universo si nasca, si viva o si viaggi, ricordiamo che la sostanza di cui esso è composto, tanto nella Via Lattea che ai confini del Trimundio, è sempre la stessa. Ed è solo questa sostanza il motivo per cui Esistiamo.

Cateca

Cateca

Caterina Carloni, psicologa e psicoterapeuta

2 commenti su “Extraterrestre, portami via”
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